I Tarocchi di Damanhur
Narra un'antica leggenda che quando i sacerdoti egizi si resero conto che la loro civiltà stava per terminare, i più potenti tra loro si riunirono per trovare il modo di proteggere le conoscenze per le generazioni future: serviva poterle conservare e tramandare fino al tempo in cui si sarebbero riaperte le porte al ritorno delle Antiche Forze dell'Umanità, così che le generazioni di quell'epoca potessero nuovamente accedere all'antica saggezza.
Si tenne perciò un concilio, a cui parteciparono le più eccelsi menti dell'epoca: si proposero varie soluzioni, ma nessuna delle idee presentate risultava essere soddisfacente.
Un giovane sacerdote ebbe allora un'idea illuminante: anzichè nascondere la conoscenza che si voleva tramandare, la si sarebbe potuta lasciare palese così da poter attraversare i secoli, ma trasformata in modo tale che solo chi fosse stato davvero preparato potesse coglierne i reconditi e profondi significati.
Disse che si poteva, per esempio, trasformarla in un gioco popolare, visibile agli occhi di tutti, ma proprio per questo ben nascosta...
Questa soluzione fu ritenuta la più saggia e alcuni sacerdoti furono incaricati di sintetizzare la conoscenza e tradurla in simboli. Fu così, secondo il mito, che dall'antico Libro di Toth ebbero vita le Carte dei Tarocchi.
Le "lame" dei Tarocchi giunte fino a noi attraverso la tradizione sono i 22 Arcani Maggiori.
Secondo la tradizione esoterica, gli Arcani Maggiori in origine erano 24 ma due si sono persi con il trascorrere dei secoli. A queste 22 carte principali si aggiungono 56 Arcani Minori, che sviluppano i primi e sono di consueto divisi nei quattro semi di Bastoni, Spade, Denari e Coppe. Ogni seme apre un significato base di lettura.
I Tarocchi Damanhuriani sono stati realizzati da Oberto Airaudi, "Falco", fondatore di Damanhur.
Il mazzo dei Tarocchi Damanhuriani conta 79 carte: le 78 tradizionali più "Il Tutto", fuori numerazione, carta a firma dell'autore.
Le carte realizzate da Oberto Airaudi sono in origine dipinti su tela di cm 50 x 70, realizzate in tecnica mista. Ogni tela riporta sul retro la definizione-titolo della carta stessa.
Una curiosità: Falco ha dipinto diverse carte dei singoli Tarocchi, con varianti nelle immagini ma medesimo titolo. Una delle versione degli Arcani Maggiori è stata presentata a Mosca, in occasione di una mostra personale dell'autore presso la prestigiosa Galleria Elena Vrublevskaya, dal 25 novembre 2010 al 5 febbraio 2011.