TECNOLOGIA SELFICA
Uno dei campi di ricerca in cui Falco è molto impegnato è quello della “pittura selfica”, cioè l'utilizzo delle energie “intelligenti” attraverso forme bidimensionali basate sul segno e sul colore. Nei dipinti di Falco i metalli utilizzati dalla selfica “classica” vengono tradotti in colore e le tre dimensioni in due.
I quadri selfici si mantengono attivi attraverso la luce e l'attenzione di chi li osserva. I colori, le forme e i segni sono vivi, animati e in costante trasformazione. Essi proiettano segnali e informazioni nell'ambiente circostante e verso i fruitori, le chiavi di lettura sono date dall'esatta combinazione tra il titolo e la forma.
In alcuni punti la particolare stesura del colore crea rilievi e disparità: il modo in cui il segno è tracciato è una realtà a sé stante che serve a raccontare anche al di la dell'aspetto estetico del quadro.
Quasi tutti i dipinti selfici hanno la caratteristica di assumere aspetti diversi se visti con luci differenti, per esempio quella naturale e quella ultravioletta, in modo che a frequenze luminose differenti corrispondono diversi significati del quadro.
Più quadri selfici uno accanto all'altro hanno un effetto diverso rispetto al quadro singolo, perchè vivono in simbiosi e ognuno si incastra con l'altro. I dipinti selfici, infatti, hanno un'aura che è proporzionale alla loro ampiezza.
I quadri selfici chiamano lo spettatore a intervenire direttamente nella lettura e nell'interpretazione dell'opera, attraverso l'esperienza razionale e sensoriale e con lo spettatore interagiscono, provocando sogni, permettendo nuove comprensioni, risvegliando potenzialità sopite.
PRINCIPALI CORRISPONDENZE TRA COLORI E METALLI
Bianco: usato per isolare
Nero: usato per tracciare
Arancio: argento
Verde: piombo
Argento: mica
Rosso: rame
Blu: ferro
Giallo: oro