Falco Tarassaco Oberto Airaudi artista

 

Falco - Oberto AiraudiOberto Airaudi nasce a Balangero il 29 maggio del 1950, e già nella sua prima adolescenza si sperimenta nel tradurre nella sostanza delle forme l'enorme patrimonio di memorie di cui - con animo trepidante - si è scoperto depositario, non ancora del tutto consapevole. La sua è un'esigenza vera; è l'esigenza che caratterizza gli artisti che sono autentici portatori di un messaggio.
Così, con l'urgenza e la tensione emotiva di chi ritiene di avere un compito e un destino, inizialmente si dedica soprattutto alla poesia, arrivando a scrivere:
"Forse brucio le tappe. Ne sento il bisogno. Ho fretta di fare poesia e letteratura. Temo di non farne abbastanza. Forse perché, chissà, non debba vivere a lungo?"
A quel tempo non ha ancora 16 anni, ma ha già raccolto nei suoi quaderni una gran quantità di versi.
Nel 1967, con "Poesie dei miei sedici anni" (editore Appiano & C., Torino), vince il Premio Città di Torino per la poesia.
Sull'onda delle attenzioni destate dal brillante esordio, l'anno successivo pubblica "Cronaca del mio suicidio" (CEI editrice, Torino); in copertina la riproduzione di un dipinto fatto da lui stesso (e purtroppo attualmente disperso): un quadretto informale in blu, verde e bianco, risalente al 1966.
Nel 1968 dipingerà il suo primo "quadro selfico", come definirà più avanti la sua pittura. Questo nuovo mezzo espressivo lo affascina talmente da dedicarvi tutte le sue attenzioni di artista, comunicatore, scrittore, ricercatore creativo, e infine di testimone e portatore di antiche conoscenze.
Di quei due anni conosciamo solo pochi e rari piccoli dipinti, perché da subito Falco incontra diversi problemi di realizzabilità tecnica: i suoi lavori infatti non sono solo opere pittoriche, ma vere e proprie opere vive di alchimia e per questo necessitano di ingredienti che matureranno solo più tardi dentro di lui.
Falco non dipingerà più per circa 15 anni (cioè fino al 1983), in attesa di realizzare gli strumenti adatti per sviluppare nei colori, mutuandole dalla scienza selfica, le proprietà energetiche dei metalli necessarie a rendere i suoi quadri attivi e vitali.
Dal 1983 in poi abbiamo quindi assistito all'avvio di una produzione artistica generosa, assai vitale e dai mille risvolti creativi quanto a soggetti trattati, materiali impiegati, titoli prodotti.
E, come per la poesia, l'attenzione e il successo arrivano immediati, con l'esposizione del giugno 1985 alla prestigiosa galleria "La Bussola" di Torino, avvenuta per interessamento diretto da parte di Eraldo Tempia Valenta presso il suo titolare, Giuseppe Bertasso.
Gli estimatori di quel genere di lavori non sono solo dunque gli abitanti di Damanhur, con cui Falco condivide da qualche anno l'esperienza di vita sociale e filosofica, ma via via ne sono interessate ed affascinate persone di provenienza ed estrazione culturale molto diversa, in tutto il mondo.
Cresce per il pubblico l'importanza di confrontarsi con continuità con queste opere e, dal 1992, sempre a Damanhur, vengono all'uopo riservati alcuni locali per la loro mostra permanente, in quella che sarà per diversi anni la galleria "Rama".
Successivamente, nel settembre 2004, l'esposizione "Un segno nel tempo", nelle più adatte sale della struttura ex-Olivetti "Damanhur Crea" di Vidracco, inaugura la galleria che ospita da allora una sua permanente e che, dal 2010, assume la denominazione di "Galleria Niatel".
Quegli spazi vengono visitati da artisti e celebrità, ricercatori e appassionati, sensitivi e curiosi richiamati dall'originalità di quella cascata di segni, simboli, colori e conoscenza che non si è interrotta con la morte del suo iniziatore, nel giugno 2013, ma prosegue oggi con gli allievi da Falco stesso preparati.

NIATEL s.r.l. – Galleria dei Quadri Selfici di Oberto Airaudi - P.IVA n° 10319420013
Sede Legale c/o Damanhur Crea, via Baldissero 21 – 10080 – Vidracco (TO) ITALY
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